Nuovi documenti su Galeazzo Alessi e Valentino Martelli, in: “Bollettino per i beni culturali dell'Umbria.” Anno V, nº 9, 2012, pp. 219 - 224

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Nuovi documenti su Galeazzo Alessi e Valentino Martelli, in: “Bollettino per i beni culturali dell'Umbria.” Anno V, nº 9, 2012, pp. 219 - 224

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  21 A.&)461 M%4-%!A"OE Nuovi documenti su Galeazzo Alessi eValentino Martelli La cappella Oradini nella cattedrale di Perugia: un “disegno” di Galeazzo Alessi  [1556], PerugiaPer fide de la verità si dice che la fabbrica nuovamente dissegnata dietro ed intorno a San Lorenzo verso la via Vecchia non si deve permettere in modo alcuno:Prima perché la raggion vuole che molti piedi intorno ad una chiesa cattedrale si debbiano lasciarliberi, onde molto più non si debbano coanguastare li lasciati dalli primi fondatari;2°- perché se disordina e guasta el dissegno nobile della prima Architettura e della incrostazionedebbita e cominciata intorno di pietre bianche e rosse, per le quali si sono lasciate le prese per tuttoe massime nel detto luogo;3° - perché si guasta l’ordine delle Magnifiche scale, le quali circondano lo dicto tempio e li seggio-li già per la maggior parte fattoli, dove tutta la nobiltà di Perugia la (e)state passeggia e siede;4° - perché non si deve ad istanzia di un interesse privato, o gloria di un particolare, violare strop-piare un dissegno d’architettura così eccellente in una chiesa principale d’una città capo di provin-cia e di Studio come Perugia;5° - perché la raggione non vuole che in luogo lasciato per pubblico dagli antichi si possa edificare inpregiudizio del terzo contraddicente, livandogli il lume o il prospetto, o in altro modo dannificandolo;6°- perché un sito lasciato e deputato da principio de tutta la città a dicoro, ornamento e grandez-za d’un tempio principale et in luogo così pubblico et aperto per scale e seggi da continuarsi cor-rispondenti al resto intorno intorno, per pubblica comodità e grandezza, et non si può di raggionecommutare in altro uso o disegno etiam pio, senza espresso consenso e licenza del supremo prin-cipe che sarebbe Nostro Signore solo;7° - perché se alcuno pretende volersi fare cappella, et per questo occupare il sito, non manca luogoin detta chiesa commodo e capace dove riccamente e con minore spesa potrà soddisfare al deside-rio suo, movendosi da sola devozione e non da avarizia, e non stroppiare una tal chiesa né così beldisegno nobile et antico in una tal città, interrompendo la continuazione di dette scale e seggi magni-fici et commodi che la circondano, i quali, sebbene insino al presente del tutto non sono stati per-fetti, essendone fatti la maggior parte da tre lati, non è però da credere che un giorno a miglior tempila città non possa tanto respirare, che li possa finire, e finire l’incominciato disegno magnifico, ben-ché li signori canonici l’harebbero in sin qui possuto fare, se tanti denari che ogn’anno han’ per lafabbrica ricevuto dalle pubbliche entrate, li avessero convertito in questo e non in altro;ultimo per essere in dispiacere e scandalo di tutto l’ popolo come qui sotto appare per la sottoscri-zione delli infrascripti nobili e ciptadini.Onde si supplica umilmente il Reverendissimo Superiore  , che li piaccia non comportare un tantodisordine ingiusto et indebito, in danno grave e disonore del pubblico e scontentezza universale,oltre il molto pregiudizio ancora de particolari, senza necessario utile alcuno ne onore di detta città. Con tale significativa supplica promossa da una parte della cittadinanza perugina 1 e voltaa ostacolare la più imponente fabbrica Cinquecentesca da avviarsi presso il duomo, ha 1 * ! +%% M%% +  %+%%  %' '/. ! %%  % /%  %%% %  '  &  '% '  + %%%% % %&&'%. A' !%  P+% (?%   A!P+),M'%%  % +%, &... 18_SARTORE 26-1-12.q"d:La#o! 1 21/02/12 12:27 Pagina 219  220    V  a   l  e  n   t   i  n  o   M  a  r   t  e   l   l   i   N  u  o  v   i   d  o  c  u  m  e  n   t   i  s  u   G  a   l  e  a  z  z  o   A   l  e  s  s   i  e 2 A!P+, N%  P+%, P4161'1..-  ,+. 731, ''.189 < 192. 3 ! 1822, . 73. 4 A' C%% P+% (?%  ACP+), D).-&)4) C%2-61.%4-  , 3, ''.27 -28. inizio l’intricata vicenda della cappella del Sacramento   voluta dall’arciprete Leone Baglioni, poiOradini, da erigersi presso un ampio spazio della cattedrale perugina, concesso dai canonicidi San Lorenzo all’influente prelato. Si tratta di un nuovo complesso architettonico, costituitodi una sontuosa cappella comprensiva di sacrestia e cantine, da addossare alla parete norddella cattedrale, e che comporta un significativo scasso della preesistente facciata. Tramite lasupplica si viene a conoscenza infatti di come una porzione della cittadinanza si opponga viva-mente alla sconsiderata iniziativa di deturpare “el desegno nobile dell’antica architettura” dellacattedrale, “un dissegno d’architettura così eccellente in una chiesa principale d’una città capodi provincia e di Studio come Perugia”, e inoltre “perché si guasta l’ordine delle Magnifichescale, le quali circondano lo dicto tempio e li seggioli già per la maggior parte fattoli, dove tuttala nobiltà di Perugia la estate passeggia e siede”. L’iniziativa, dettagliatamente motivata, di lasciare il tempio così com’è, adducendo valideragioni, oltre a fornire un esatto profilo storico della società del tempo e delle sue conso-lidate abitudini, descrive nel dettaglio l’architettura della chiesa prima dell’ampliamentobasilicale della facciata laterale nord, che ne modificherà per sempre la sembianza srci-naria nei primi mesi del 1557, anno in cui si darà inizio ai lavori di scasso. Va innanzitut-to premesso che il primo impulso dato alla edificazione di una cappella in San Lorenzo“pro Sacramento Corporis Cristi quod Sacramentum teneri debeat in dicta capella” , sideve nel 1530 a Lucrezia, figlia del leader  della influente famiglia perugina Sforza degliOddi. La nobildonna infatti, nel suo testamento, dispone la somma di 600 fiorini per lafondazione di una nuova cappella da realizzarsi nella chiesa cattedrale, la quale dovràchiamarsi “Cappella del Corpo di Cristo”, o del “Sacramento” 2 . Tuttavia, le ultime volon-tà della donna non verranno eseguite, e solamente dopo oltre 25 anni, verrà concessoall’arciprete Baglioni lo spazio per la cappella, utilizzando anche il lascito stabilito dallanobildonna nel suo testamento per la realizzazione dell’opera 3 .La supplica esibita dalla cittadinanza al capitolo dei canonici, databile probabilmenteintorno al 1556, non verrà infatti accolta, e il 1 febbraio 1557, i canonici di San Lorenzo,con atto formale, assegnano all’arciprete Leone Baglioni, i luoghi dove costruirvi la pro-pria tomba gentilizia, nei termini descritti in vari punti, come viene riportato in unaDelibera Capitolare, dalla quale si estrapolano i seguenti brani: Si concede dal reverendo capitolo di Sancto Lorenzo di Perugia, al molto reverendissimo monsi-gnore Leone Baglione arciprete di detta chiesa, un sito nella detta chiesa per possere fare unacapella, cioè il sito et spatio tra li organi et capella detta la Madonna del Verde, che possa suasignoria reverendissima, rompere il muro di detta chiesa e spostarlo in fuora quanto sporta il murodel braccio dela chiesa dove si dimanda la capella de Sancto Nofrio 4 .E di più lì se concede drieto alli organi di detta chiesa, quale restasse tra li mura di detta cappellaet li mura de la sudetta capella di Sancto Nofrio, el quale possa sua signoria reverendissima fab-bricare casa o sacrestia per uso di detta capella secondo meglio li piacerà. […]; e più se li conce-de per bisogno di detta fabbrica, possa torre pietre di tevertino nel muro vecchio, quale risponde 18_SARTORE 26-1-12.q"d:La#o! 1 21/02/12 12:27 Pagina 220  221    N  u  o  v   i   d  o  c  u  m  e  n   t   i  s  u   G  a   l  e  a  z  z  o   A   l  e  s  s   i  e   V  a   l  e  n   t   i  n  o   M  a  r   t  e   l   l   i 5 ACP+, !)9-10) D, I06)4)55- ) /)/14-) 8%+%06- ()..% *%&&4-'% (). 6)/21  . 6 I / % ' G% C%%, A%/  '-: =%  /% /%, %% % %+%  %&&' /%++ // %', -  P+% %  '/   %-'/   ' $#I>. AG%    ?'- % '%%  !%B%  / %  1559. 1864, . 234 - 235. 7 A!P+, M'%%  % +%,&... nelle stantie nel forno di detto reverendo capitolo […]; che detto luogo debbia rimanere libero, vacuo e spedito e debbia solo essere a servizio dello illustrissimo signor Ridolfo Baglione e diFabio di messer Girollamo Sperelli et suoi descendenti volendo essere sepelliti in tal luogo. Il luogo stabilito è considerevole, in quanto viene concesso anche lo spazio per edifica-re una casa o sacrestia; inoltre, viene data all’arciprete la facoltà di “rompere il muro didetta chiesa e spostarlo in fuora quanto sporta il muro del braccio de la chiesa”, quindiesteso dalla parete nord del duomo quanto il braccio del transetto verso la via Vecchia,l’odierna via Ulisse Rocchi. Non sono chiaramente comprensibili le motivazioni chehanno indotto il capitolo dei canonici alla concessione di un così ampio spazio per l’edi-ficazione di una cappella privata, le cui ragioni sono forse da ricondurre al fatto che ilprelato è un personaggio di spicco del ramo principale della famiglia Baglioni, nonchéinfluente arciprete della stessa cattedrale. Da un registro di “Memorie Vaganti” del Archivio Capitolare di Perugia 5 , si ha notizia del contratto per i lavori alla nuova cappel-la, stipulato solamente dopo tre giorni dalla concessione il 4 febbraio del 1557 per manodel notaio Gabriele Alessi. Dal contratto si viene a conoscenza di come Leone Baglioni,arciprete della cattedrale perugina, concede a cottimo al maestro di pietra fiorentinoGiovanni di Domenico Ciarfalli, dimorante a Perugia, ad costruendum et fabricandum  ,nella chiesa di San Lorenzo, la propria cappella, secondo modalità, capitoli e spese con- venute con lo stesso lapicida 6 . Alla memoria ne precede un’altra, antecedente, del 29gennaio, nella quale si trova anche documentato Galeazzo Alessi. L’architetto viene infat-ti nominato, insieme a Bartolomeo Ammanniti oppure Giorgio Vasari, per effettuare lastima dei lavori da eseguire alla nuova cappella. Si tratta della seguente dichiarazione: Per tenore della seguente se declamatione il reverendo mons. Leone Baglioni, fa fabbricare unmuraglio per fare una cappella a cottimo a mastro Giovanni di Domenico fiorentino, dietro allachiesa di San Lorenzo, incomenzando dalla fila delle scale de la porta che riesce in la via Vecchiadi detta chiesa, fino al muro della cappella de Sancto Honofrio, a tutte sue spese con questi pattie convenzioni: en prima sono dacordo che el muro grosso et rustico se debba pagare a ragionede scudi undici e mezzo de moneta a iulii dieci per scudo la canna alla giusta mesura de comunede Perugia, et che quello che andasse sovra de dritto del muro sopradetto, cioè pilastre, colonne,cornice, lavori de stucco, overo ogni altro lavoro che ci andasse ancora di concio d’alcuna sorte:sono contenti de remetterla nel giudizio et parere di M. Galeazzo Alegi et M. Bartolomeo Ammanati fiorentino, overo Giorgino Vasari di Arezzo al lodo de quali promettono ambidoi lesopradette parti stare taciti e contenti. Dalla documentazione di un fascicolo recentemente rinvenuto 7 , nel quale sono documen-tate le vicende della fabbrica per gli anni 1558-1559, si viene a conoscenza nel dettaglio ditutti i lavori effettuati nel cantiere fino al 19 aprile 1558. Si tratta di una cedola in volgarenella quale si documentano le opere murarie del prolungamento basilicale, misurate e sti-mate dai maestri Domenico de Taviano piemontese e mastro Paolo detto Paolino di 18_SARTORE 26-1-12.q"d:La#o! 1 21/02/12 12:27 Pagina 221  222    V  a   l  e  n   t   i  n  o   M  a  r   t  e   l   l   i   N  u  o  v   i   d  o  c  u  m  e  n   t   i  s  u   G  a   l  e  a  z  z  o   A   l  e  s  s   i  e 8 ACP+, D).-&)4) C%2-61.%4-  , 5, '.13. 9 N / A%/  ':(1568 '/& 4) =' % %% '%  !% L  % /%''%% %,  C%'% '%/% / G%% %   %'%,  '  + '. M %/% ?%' L B%+, %-+% % G%  D/' -, % '%% '   +O%,  % % !!%, ' ' /%, '     + ''  '', %&& / % %  /G%% A+,  / B%/A//% , G+ #%% ?A.  1864,. 45. 10 G  /%  %% /%% % G III %/ '%% F % C+%. N1566  D'% % %. mastro Giovanni da Mandrisio, lapicidi chiamati alla stima dei lavori su istanza degli stes-si Baglioni e di Giovanni Ciarfalli. Vengono misurati e stimati: mura, fondelli, le doppie volte; piastroni, arconi, regoloni di mattoni, mettetura de certo travertino al piano della strada  , e tutti i lavori alle fondamenta e alle cantine. Si specifica infine che tutte le ditte misure se intendono sino al piano de la fascia de tevertino, al filo de le finestre de la can- tina, excepto la scala e la volta sopra detta scala de la cantina  . Si tratta quindi di tutti ilavori di muratura al di sotto e di sostegno alla cappella, che a tale data risulta non anco-ra perfezionata. Il totale stimato consiste in ben 3649 piedi di mura. La necessità di nuovo materiale lapideo per la fabbrica si documenta tramite un cottimo,precedente alla stima, del 12 marzo 1558, nel quale Leone Baglioni, in qualità di rettoredella chiesa di Santa Sabina, località del contado del rione di porta Santa Susanna, dà acottimo per tre anni a Giovanni Ciarfalli, un terreno “sassoso” presso le cave di pietra diLacugnana, in località la Pietraia. Il maestro si obbliga nei confronti dell’arciprete de cava- re tucta la pietra che facesse bisogno per la cappella del prefato monsignore  . Il canoneannuo stabilito è di 5 scudi e mezzo.Infine, il 5 maggio 1558, Leone Baglioni rilascia quietanza al maestro di pietra  pro parte labo- rerii effettuati alla cappella, per un ammontare complessivo di 490 scudi e 10 baiocchi,somma che era già stata consegnata in anticipo dall’arciprete allo stesso lapicida. La sopraggiunta morte del committente, forse da far risalire ai primi mesi del 1559, sembre-rebbe non ostacolare la continuazione dei lavori alla fabbrica. Infatti, da un ulteriore contrat-to di cottimo del 4 novembre 1559, in cui Leone Baglioni risulta già deceduto, il canonicoGianpaolo Orlandi, nuovo rettore della chiesa di Santa Sabina, riconferma a cottimo per unanno allo stesso Giovanni Ciarfalli il terreno “sassoso”, situato presso Lacugnana, per l’estra-zione della pietra utile alle opere di perfezionamento alla cappella del defunto arciprete.Tuttavia, negli anni successivi al 1560, i lavori al cantiere subiscono un arresto: la cappellarisulta in condizioni di abbandono. Il degrado della medesima si evince da una deliberacapitolare del 1566, nella quale si stabilisce che si deve provvedere a dei lavori di coperturaalle murature per impedire lo stillicidio; infatti è scritto che nella cappella  fatta dalla buona memoria di monsignor Leone Baglioni  si scarica abbondante acqua piovana 8 .Nel 1573 si avvia infine la seconda e conclusiva fase nella vicenda della cappella gentili-zia, la quale in tale anno viene trasferita e concessa dai canonici alla famiglia peruginadegli Oradini 9 . Nell’atto di concessione, datato 14 novembre 1573, viene ripercorsa dalsuo inizio la storia del prolungamento basilicale, nonché le motivazioni che per ultimohanno condotto il capitolo dei canonici all’assegnazione del luogo alla buona memoriadel reverendissimo Giulio Oradini, Uditore e Decano della Rota Romana. Innanzitutto viene dichiarato che la cappella non può essere officiata perché ancora non ultimata,inoltre si specifica che Giampaolo e Rodolfo Baglioni, in qualità di eredi di Leone, hannorinunciato a ogni diritto di giurisdizione sopra la cappella stessa, appartenente all’avoestinto. Premesse tali dichiarazioni, Donato Turrio, arciprete della cattedrale, insieme al 18_SARTORE 26-1-12.q"d:La#o! 1 21/02/12 12:27 Pagina 222  223    N  u  o  v   i   d  o  c  u  m  e  n   t   i  s  u   G  a   l  e  a  z  z  o   A   l  e  s  s   i  e   V  a   l  e  n   t   i  n  o   M  a  r   t  e   l   l   i 11 A!P+, N%  P+% , P4161'1..-, +. 1837, ''. 384 < 386. 12 ! 1822 , . 74. 13 A!P+, M'%%  % +%,&... 14 ! 1822, . 73. capitolo dei canonici, essendo a conoscenza che Giulio Oradini, Uditore della Sacra Rota 10 ,aveva espresso nelle sue ultime volontà di ultimare la cappella del Sacramento  , concede aPolidoro Oradini, fratello e erede di Giulio, il detto luogo, situm, capellam cum mansioni- bus, domo seu sacrestia  . Si dispone inoltre la nuova intitolazione della cappella sub invoca- tione Spiritus Sancti  , “quando appare agli apostoli il giorno della Pentecoste”; ma, nonostan-te la dedica allo SpiritoSanto  , il luogo dovrà essere chiamato altresì Capella de Oradinis  . APolidoro quindi viene concessa dai canonici l’autorizzazione di eseguire le ultime volontàdel fratello Giulio, stanziando, per il completamento dell’opera, 600 scudi 11 . Significative, aifini delle implicazioni di Galeazzo Alessi nelle vicende del prolungamento basilicale, sonoproprio le intenzioni riguardanti l’acquisizione e il perfezionamento della cappella espressedall’Oradini; l’illustre Uditore aveva infatti richiesto il consenso e l’approvazione al progettod’acquisizione della cappella, inviando “lettere” al vescovo di Perugia, il cardinale Fulviodella Corgna, al canonico della cattedrale Roberto Lancellotti, e inoltre all’architetto Galeazzo Alessi. Non è improbabile che nella “lettera” inviata all’Alessi, l’Oradini abbia richiesto all’ar-chitetto il suo intervento in merito alla cappella da completarsi in duomo, come ad esempioun nuovo disegno del prolungamento basilicale, con conseguente trasformazione architet-tonica da apportare al monumento. Tale nuova acquisizione documentaria confermerebbela notizia riportata da Serafino Siepi nella sua descrizione della cappella Oradini in duomo. All’artista, infatti, come riferisce l’erudito, si deve il disegno al quale doveva attenersi il com-mittente Polidoro Oradini per il completamento dell’opera. La cappella fu ultimata nel 1576, “onde fu aperta ed incominciata ad officia-re il Lunedì di Pentecoste, 11 giugno 1576” 12 . Da un inventario del 1623 13 , dove si trovano descritti tutti i pregevoli arredidella Cappella Oradina sub invocatione Spiritus Sancti, fra le altre suppel-lettili inventariate si segnala in prima il quadro grande dell’altare di detta cappella depentavi la missione dello Spirito Santo con sua tenda turchina  .Si tratta del quadro rappresentante la discesa dello Spirito Santo sopra la Vergine e gli Apostoli del pittore Cesare Nebbia di Orvieto, pala d’altare rea-lizzata anche col contributo dei 600 fiorini lasciati al Capitolo da Lucreziadegli Oddi, e poi sborsati dalla nipote Aurelia nel 1563 per la fattura del qua-dro 14 . Inoltre, nella cappella è presente un monumento de pietra con una coccia marina di sopra per suo ornamento, item il ritratto della bona memoria di monsignor Giulio Oradino sopra detto monumento  . La notiziadei due elementi scultorei assemblati a ricomporre la figura dell’Oradini, èparticolarmente significativa per la ricostruzione della storia dei frammentidella fontana di Arnolfo di Cambio, monumento che lo scultore realizzò nel1283 in pede Platee Communis  , e che fu successivamente smantellato neiprimi anni del Quattordicesimo secolo. Infatti, il monumento de pietra con una coccia marina – si tratta di una conchiglia posta per ornamento dietro F+. 1 - '490) 4%) ()?%-)/&%++ '4) 44(')0) +4% G O4%(0 1575 18_SARTORE 26-1-12.q"d:La#o! 1 21/02/12 12:27 Pagina 223
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