La Semiotica visiva si occupa di individuare all’interno di un’opera i segni che hanno effetto di

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  La Semiotica visiva si occupa di individuare all’interno di un’opera i segni che hanno effetto di senso. In tal caso si parla di significante come la forma espressiva, che si lega ad un contenuto e dall’unione di forma e contenuto si definisce attraverso un processo di comunicazione il segno.La semiotica si sviluppa sull’analisi e sulla ricerca condotta dal semiotica Greimas “semiotica plastica e semiotica figurativa”.Anche se la semiotica visiva è applicabile su qualsiasi tipo di linguaggio visivo che sia scultura, fotografia, cinematografia, il saggio di Greimas si incentra in modo particolare sulle rappresentazioni pittoriche.Secondo Greimas per analizzare un’opera occorre tener presenti due tipi di linguaggi visivi:1. linguaggio figurativo  ossia il riconoscimento degli elementi dipinti dall’artista, sulla verosimiglianza della natura. 2.linguaggio plastico permette di ricavare dei significati nell'immagine al di là dell'imitazione della realtà che rappresenta.Con l’ Analisi figurativa si   definisce   se l’opera è  figurativa   (se rappresenta icone relative al mondo naturale) o è astratta (non ha referenti figurativi). Nel caso in cui la rappresentazione pittorica sia di tipo figurativa il semiologo definisce formanti figurativi cioè ogni figura è produttrice di significato. Esistono quadri che hanno figure più "realistiche" di altri quadri, e dunque hanno una più alta densità figurativa, invece se la figurazione risultasse totalmente assente si avrà una densità figurativa nulla (astrattismo), mentre se tale figuratività è molto densa, cioè realistica, si avrà una rappresentazione iconica  .Si procede all’analisi plastica che consiste nell’individuazione di tre aspetti caratterisitci:1. •l'organizzazione topologica , ovvero spaziale del quadro; •l'organizzazione eidetica , ossia delle linee nel dipinto; •l'organizzazione cromatica , cioè dei colori e dei chiaroscuri nell'opera pittorica.Una volta individuate queste tre caratteristiche, bisogna ricavarne i formanti plastici  : non tutti gli innumerevoli tratti grafici, tutte le zone colorate o tutte le linee sono necessariamente formanti plastici, perché lo sono soltanto se esprimono qualcosa, se evocano un significato all'interno della composizione pittorica.Anche il linguaggio dell'immagine cinematografica o quello di una fotografia, o di una scultura presentano categorie plastiche, ma esse sono ovviamente diverse da quelle citate da Greimas, perché queste ultime riguardano essenzialmente la pittura. Il testo visivo plastico deriverà dunque il suo significato dalla sintagmatica dei formanti plastici. Il formante plastico può rimandare ad un contenuto in due modi:•attraverso una correlazione simbolica , quando cioè si trova una convenzione che lega simbolicamente il formante   ad una unità culturale: per esempio "oro"   : /sacro/    ("oro" sta a   /sacro/);quindi ad una unità del piano dell'espressione (il colore oro) corrisponde un'unità del piano del contenuto (chi veste di oro è un essere sacro, secondo un rapporto "uno a uno" );  •attraverso una correlazione semi-simbolica , che prevede un rapporto tra una categoria dell'espressione e una categoria del contenuto. Una categoria prevede sempre due termini in opposizione: per esempio alla categoria topologica alto/basso   corrisponderà spazio del sacro/spazio del profano  , ossia: alto: basso:: sacro: profano (alto sta a   basso come   sacro sta a   profano);oppure: rosso: nero:: sinistra: destra (rosso sta a   nero come   sinistra sta a   destra),e così via.Il linguaggio plastico è monoplanare   (come quello dei numeri, delle note musicali, del gioco degli scacchi, in cui l'espressione corrisponde indissolubilmente al contenuto), perché ad un colore corrisponderà sempre quel colore, ad una linea sempre quella linea, ecc. Tuttavia, la semiotica plastica è pur sempre interpretabile (solitamente sono interpretabili quelle semiotiche dette biplanari  , in cui il significante viene utilizzato per richiamare un significato appartenente ad un altro tipo di oggetto, codice o linguaggio, come nel caso della lingua umana in cui mediante una parola scritta si richiama qualcosa d'altro: un oggetto reale, ipotetico o astratto), in quanto attraverso le correlazioni simboliche e semisimboliche è possibile ricavare dal piano plastico un "linguaggio altro", che si colloca direttamente sul piano dell'espressione.SINTESI:Uno dei possibili modi per definire La semiotica visiva potrebbe essere definirne l’artificiosità del supporto o la sua planarie ma l’autore non condivide questa ipotesi in quanto ad es. anche la parola scritta è supportata da qualcosa di arificiale . Per definire la semiotica visiva bisogna tener conto dei sistemi di rappresentazione ossia i sistemi di relazione ad es. nella scrittura vi è la relazione fra la grafia e il suono oppure iconiche cioè di imitazione e semplificazione Greimas cerca di dare una definizione di semiotica visiva e per farlo occorre introdurre una griglia di lettura che permette di identificare, classificare ordinare figure ed oggetti. Questo porta a postulare una griglia di lettura iconizzante cosa che non esclude la presenza di altre chiavi di lettura es. il significato di un testo scritto in una determinata lingua non dipende dal segno grafico.Si può applicare la teoria dei formanti che richiede la scomposizione del significante planare in parti discrete. Significato plastico: esiste una semiotica per il visivo anche se non la conosciamo, l’oggetto è percepibile attraverso la sua analisi. La elaborazione richiede un’operazione di tipo: topologico che parte dalla definizione di chiusura e quindi della cornice che delimita l’immagine, all’analisi di tipo rettilinee, alto ,basso, destra, sinistra all’analisi radiale (centro, periferia, circoscritta o circoscrive) . La topologia si applica all’aspetto cromatico (colori) e a forme (es.colori freddi nel livello superiore o inferiore) e all’iedetico.Altro aspetto è l’orientamento ossia la sequenza di lettura
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