Football e balonpié tra gentlemen, criollos e xeneises. Acculturazione e sport sulle rive del Plata

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  Football  e balonpié   tra gentlemen , criollos  e  xeneises . Acculturazione e sport sulle rive del Plata (  Miscellanea di Storia delle Esplorazioni XXXI  , Genova, 2006 – pp. 210-226)  Il calcio inglese divenne una delle esportazioni di maggior successo della  fine del XIX secolo. Richard D. Mandell Se trataba de un espectáculo nuevo para nuestras distracciones, extraño para nuestros hábitos. El Siglo , 27 agosto 1880 Il 30 luglio del 1930, a Montevideo, si giocò tra Uruguay e Argentina la finale della prima Coppa Rimet. È la data della prima assegnazione del titolo di campione mondiale di calcio, ma, ammesso e non concesso sia lecito individuare punti fermi nel divenire storico, può anche essere letta come epilogo di un’altra storia. Una storia iniziata almeno setttanta anni prima, sempre a Montevideo, nel 1860, anno che vide la fondazione del Banco di Londra, la costruzione dell’ospedale britannico, di una chiesa anglicana e la nascita nell’ambito dell’ English High School  del  Montevideo Cricket  , primo club sportivo nella regione platense. La coincidenza cronologica degli eventi citati costituisce una valida esemplificazione delle affermazioni di E. J. Hobsbawm, secondo cui nel terzo venticinquennio del XIX secolo, l’America Latina si lanciò con maggior slancio e a volte con maggiore spregiudicatezza di qualunque altra parte del mondo eccetto il Giappone sulla via dell’”occidentalizzazione” nella sua forma borghese-liberale. 1   L’imponente movimento migratorio dal vecchio continente e il rimpicciolirsi del mondo, dovuto al progresso delle comunicazioni, hanno portato ad un secondo periodo di acculturazione per il quale i modelli di riferimento non sono più derivati dalla penisola iberica ma dall’Europa industrializzata le navi portavano una corrispondenza nutrita, periodici e pubblicazioni di vario genere a cui ci si  poteva abbonare regolarmente, riviste di carattere scientifico, di moda, e altre destinate al comune lettore o al mondo del commercio; portavano libri in quantità a formare grandi biblioteche (specialmente private). Arrivavano compagnie teatrali, drammatiche e operistiche, musicisti, conferenzieri, pittori, disegnatori. La comodità e il comfort dei viaggi crearono, presso molti latinoamericani l’abitudine di andare in Europa e Parigi divenne la loro capitale spirituale. (...) Il progresso scientifico o la tentazione del comfort contribuiranno a fare un mito delle virtù e degli oggetti fatti in Europa . 2  Della Gran Bretagna si ammirava il progresso tecnologico e la potenza industriale mentre la Francia esercitava il suo fascino attraverso la moda e gli stili di vita, ad eccezione del fenomeno sportivo dove regnava incontrastata l’influenza britannica. Nell’America Australe, l’estuario del Rio de la Plata, punto di contatto tra la navigazione atlantica e quella interna, grazie anche ai suoi affluenti e subaffluenti, era la testa di ponte di tale fenomeno. Del  Montevideo Cricket   abbiamo già detto, quattro anni dopo compare la prima associazione sportiva argentina, il  Buenos Aires Football Club  che poi diventerà  Buenos Aires  Cricket & Rugby Club , seguito nel 1867 dal  Rosario Athletic  e conclude il decennio la fondazione del  Montevideo Rowing quale emanazione della  British School . Il decennio in questione corrisponde al periodo in cui dal progenitore comune genericamente definito  football , tra aspre polemiche e tentativi di ricucitura, si separano il calcio, detto allora dribbling game , ed il rugby. Il gioco della palla ovale in poco tempo diventerà il game  per eccellenza della middle class  britannica e entro la fine del secolo si trasformerà da gioco del college  a gioco dell’Impero . Risale al 1873 la prima partita di rugby giocata in Argentina, protagoniste furono due squadre inglesi,  Bancos  (Banks) e Ciudad   (City), presentatesi in campo a ranghi ridotti: undici contro tredici. Nello stesso anno, sempre a Buenos Aires, si giocò anche un’altro incontro, gli inglesi stanziali, rinforzati da ufficiali della Real Marina di passaggio, sfidarono El Mundo  ... composto da scozzesi, gallesi, irlandesi e qualche argentino di ascendenza britannica. All’inizio dell’anno seguente il presidente del Club de Aficionados   Gimnasia y Esgrima , mister Coghlan, propose di adottare le regole della  Rugby Football Union  inglese. La proposta venne accettata, e nel mese di maggio si giocò il primo match secondo il nuovo regolamento tra gli uomini del signor Trench e quelli del signor Hogg. Pare non superassero il centinaio i giocatori che si affrontavano nel corso di una stagione nel periodo pioneristico, però in un lasso di tempo relativamente breve, durante il quale si aggregavano formazioni occasionali per giocare incontri amichevoli, come ad esempio, oltre ai già menzionati, quelli tra Private Firms  e Public Companies , si giunse alla formazione dei primi gruppi stabili 3 . Nel 1886, anno in cui vennero collegate per via ferroviaria Rosario e Buenos Aires si giocò una duplice sfida tra il  Buenos Aires Football Club  e il  Rosario Athletic Club , fu la prima partita tra club giocata sul suolo argentino che diede inizio ad una tradizione ormai più che centenaria, trasposizione sportiva della rivalità che opponeva dal 1883 la Central Argentine Railway  per Rosario alla The Great Southern Railway Company , rinforzata dalla  London & River Plate Bank   per la capitale federale. I due club, insieme al  Belgrano Athletic , al  Lomas Athletic  e al Flores Athletic Club,  fondarono nel 1899 la  River Plate Rugby Union Championship  con lo scopo di organizzare un campionato annuale 4 . È significativo che al momento dell’adozione delle regole formalizzate in madrepatria non si ritenne necessaria la loro traduzione in castigliano e l’inglese rimase lingua ufficiale anche dopo l’istituzione del campionato. Il rugby restò ancora per anni un affare interno alla comunità britannica, la sola dove potevano trovarsi giovani che per condizione socioeconomica, disponibilità di tempo libero e cultura sarebbero stati disposti a praticare questo sport. Per loro valeva l’equazione sportman  uguale a gentleman  e il  fair play  era condizione irrinunciabile per la pratica agonistica 5 . Ricordiamo, a conferma di ciò, che il primo presidente della neonata federazione, Leslie Corry Smith, dirigente e giocatore del  Buenos Aires Football Club  giocò con la sua squadra solo le partite amichevoli ma non quelle ufficiali perché nel campionato veniva utilizzato come arbitro. I primi club sorsero nell’ambiente studentesco, formati da studenti e ex allievi delle varie scuole britanniche o nell’ambito delle imprese, come ad esempio il caso del già citato Flores  Athletic Club  fondata all’inizio degli anni ’90 dagli impiegati della  Buenos Aires Western Railway . Si trattava nella maggior parte dei casi di associazioni polisportive in cui non era raro vedere atleti che si cimentavano in diverse discipline. Il Flores , ad esempio, nella sua breve esistenza attivò sezioni di rugby, calcio, polo e atletica leggera. Attività quest’ultima in cui non poteva mancare la figura del rugbista - velocista resistente, quasi un idealtipo della cultura sportiva anglosassone, per non dire un’icona della sua mitologia. Ci riferiamo a George Fleetwood Elliot, più volte vincitore del campionato sul quarto di miglio della  Amateur Athletic Association of the River Plate . L’atleta, che fu capitano del club sui campi di rugby dal 1897 al 1899 e detenne anche il record argentino sulle 440 yards, è uno dei primi di quella lunga serie di agonisti di lingua inglese che frequentarono i prati della palla ovale e la zona di confine tra la velocità prolungata e il mezzofondo veloce, tra questi ricordiamo lo scozzese Eric Liddell, immortalato da Hugh Hudson nel film Chariots of Fire  (  Momenti di Gloria ), il neozelandese Peter Snell, vincitore degli 800 metri a Roma e a Tokio, dove  si aggiudicò anche i 1500, l’italo-sudafricano Marcello Fiasconaro e, in ultimo, l’inglese Roger Black Abbiamo parlato di breve esistenza del Flores  perché il sodalizio scompare dalle cronache prima del 1910 e la sua fine si intreccia con i primi passi del Club Atlético Ferrocarril Oeste . Non si tratta solo di una innovazione linguistica, anzi questa rimanda ad un fenomeno più profondo. Nel 1904 partecipò al campionato il Centro de Estudiantes de la Facultad de Ingeniería , primo club fondato da nativi, due anni dopo si affiliò anche la  Asociación Atlética de la Facultad de Medicina , che ebbe tra i suoi fondatori e giocatori Bernardo Houssay, premio Nobel per la medicina nel 1947. Su proposta di quest’ultimo, nell’assemblea annuale del 1908, la  River Plate Rugby Union Championship  mutò la denominazione in Unión Argentina de Rugby , stabilì di tradurre il regolamento e di redigere in castigliano i propri atti. Frattanto continuava la tradizione iniziata nel 1905 dell’incontro annuale tra argentini e britannici, ma dal 1909 questi si sarebbero chiamati extranjeros : il rugby argentino era diventato adulto. Oggi, l’indiscussa supremazia della squadra nazionale argentina nel continente, la posizione dignitosa nel ranking  mondiale, la vivacità della federazione, con i suoi circa quarantamila affiliati, la presenza di istituzioni quali il Centro de Estudios en Historia del Rugby  (CHER) di Buones Aires e la sua rivista on-line  Dias de rugby 6   sono spia di quelle lontane vicende, testimonianza di quell’entusiasmo e di quella capacità dialogica che hanno saputo trasformare l’imitazione di una pratica ludica delle élites britanniche in fatto culturale 7 . In Uruguay la palla ovale non ebbe altrettanta fortuna, restò relegata agli studenti dell’ English  High School  ed ai soci del  Montevideo Cricket Club  dove fu introdotto nel 1875. Si ha notizia di un incontro giocato nell’agosto del 1880 tra britannici e uruguagi di srcine britannica, arbitrato dall’ambasciatore inglese e dell’allargamento al rugby, nel 1890, dei rapporti sportivi tra il  Buenos  Aires Football Club  e il  Montevideo Cricket Club  che per quanto riguarda il cricket risalivano al 1868. L’anno precedente il club di Montevideo era stato invitato a partecipare al primo campionato istituito dalla  River Plate Rugby Union Championship  ma aveva declinato l’offerta che avrebbe accettato poi nel 1923 8 . Nel 1889, il 15 agosto, in occasione dei festeggiamenti per il compleanno della Regina Vittoria, una partita di calcio tra rappresentanti della colonia inglese di Buones Aires e di quella di Montevideo aveva preceduto di un anno l’incontro di rugby a cui abbiamo prima accennato. Nel 1890 la Central Uruguay Railway Company , nuova denominazione che assunse la Ferrocarril Central del Uruguay  dopo essere divenuta di proprietà inglese, aveva acquistato 17 ettari di terreno a 10 chilometri da Montevideo, sorgeva Villa Peñarol che presto sarebbe diventata una  pequeña Manchester  . Nel giugno dell’anno seguente, nell’ambito della English High School  di Montevideo, vide la luce l’  Albion Football Club , primo club calcistico del paese. Pochi mesi dopo, a Villa Peñarol, su proposta di Roland Moore, alto funzionario della società ferroviaria che tempo prima aveva fondato un circolo sportivo aziendale, un’assemblea di impiegati e operai deliberò la fondazione del Central Uruguay Railway Cricket Club  (CURCC) e l’adozione di giallo-oro e nero-carbone quali colori sociali: i colori della mitica  Rocket  , la locomotiva disegnata da George Stephenson. Le discussioni relative alla scelta dello sport da praticare, calcio o rugby, si protrassero sino all’assemblea del 29 maggio del 1892, vinse il calcio per 14 a 6. È interessante notare il carattere interclassista e interetnico dell’assemblea costitutiva cui parteciparono settantadue inglesi, quarantacinque uruguagi e un tedesco. Evento piuttosto singolare in una situazione che vedeva le istituzioni sportive sorgere e svilupparsi all’interno degli ambienti britannici come club esclusivi e solo in un secondo momento aprirsi alle élites locali 9 . Malgrado ciò per quanto riguarda la commissione direttiva bisogna aspettare il 1904 per trovare un non britannico tra i suoi componenti e sino al 1899 solo sette giocatori indigeni trovarono posto in squadra. Uno di loro però, Julio Negrón, operaio delle officine di Peñarol, per le capacità dimostrate ne divenne capitano nel 1985 e da allora la prestigiosa fascia restò al braccio della componente creola e popolare che nel 1902 era ormai diventata, perlomeno sul campo, nettamente maggioritaria  I primi incontri vedevano protagonisti, oltre ai due club già menzionati, istituzioni e scuole britanniche magari rinforzate da marinai o altri connazionali di passaggio. In quel periodo sorsero il  Montevideo Football Club , l’ Uruguay Athletic Club , da una costola dell’  Albion Football Club , e nel 1896 anche la colonia tedesca si volle dotare di un proprio circolo, il  Deustcher Fussball Klub . Nel 1899 i nativi del  Montevideo Cricket Club  e dell’ Uruguay Athletic   Club fondarono il Club Nacional de Football 10 , sitrattava della prima associazione calcistica creola di tutto il continente latinoamericano. Il nuovo sodalizio ebbe tra i suoi sostenitori Juan Cat, gestore della Empresa Tranviaria , che concesse alcuni locali dell’edificio dell’azienda da utilizzare come spogliatoi, e il rettore dell’Università  Alfredo Vázquez Acevedo , che conferì al nuovo club l’identità universitaria rimasta predominante fino al secondo decennio del Novecento. La primavera del 1900 vede la nascita della Uruguay Association Football League  composta da  Albion Football Club , Uruguay Athletic Club , C.U.R.C.C.  e  Dustcher Fussball Klub . La richiesta di adesione del  Nacional  è respinta all’unanimità. Il club, evidentemente troppo nazionale  e senza appoggi in seno alla colonia europea, riuscirà però l’anno seguente ad entrare a far parte della  League . Il C.U.R.C.C.  si aggiudicò i primi due campionati, il  Nacional  i due successivi: nasceva il derby d’Uruguay. Le ragioni della rivalità viva ancora oggi tra i due maggiori club dell’Uruguay,  Nacional  e Peñarol  (questa la denominazione assunta dalla sezione calcio del CURCC   dal 1913), affonda le radici nella genesi e nei primi sviluppi dei due sodalizi: nazionale, elitario e universitario il primo, britannico, popolare e aperto agli emigranti l’altro 11 . Nel frattempo un gruppo di dissidenti dell’  Albion Futbol Club , accusato di dar poco spazio ai giovani, avevano fondato il  Montevideo Wanderers Football Club 12 . Assunsero il nome di vagabondi  per sottolineare il proprio spirito libero, ma forse anche per collegarsi idealmente agli omonimi della madre patria, i  Bolton Wanderers , vincitori del primo campionato inglese nel 1871. Agli inizi del Novecento, però, il paese era minacciato da rivalità ben più drammatiche di quelle sportive, il campionato del 1904 non venne disputato a causa dell’ ultima e sanguinosissima guerra civile 13  che opponeva il presidente José Battle y Ordoñez al partito dell’aristocrazia rurale. Sotto la guida di Battle l’Uruguay passò dalla guerriglia al welfare state . Interventismo statale, allargamento del diritto di voto, miglioramenti sul piano sociale, laicità dello stato, opere pubbliche, nuovo sistema previdenziale e pensionistico furono i cardini della politica modernizzatrice che non solo costituì un felice esempio di democrazia politica e ammodernamento sociale ma incise anche profondamente sul sentire dei cittadini tanto che lo spirito di ottimistica fiducia nelle possibilità nazionali divenne qualche cosa di più di una fede  politica e si trasformò in un elemento della coscienza nazionale, tanto diversa in questo aspetto, da quella che, nel corso dell’Ottocento, si affliggeva alla vista di un paese che non si decideva a riconciliarsi con se stesso . 14  Se tra i fatti più significativi per quel contesto vanno ricordati l’introduzione del divorzio nel 1907 e la separazione tra Stato e Chiesa sancita della costituzione del 1917, non va dimenticata l’istituzione, nel 1911, della Comisión Nacional de Educación Física , con lo scopo di favorire la diffusione della pratica sportiva e la realizzazione di nuovi impianti, che facilitò l’ingresso nel mondo dello sport di gruppi sociali sino a quel momento esclusi. Da allora il pubblico dei nativi iniziò a trovare negli stadi nuovi eroi, provenienti non dall’altra sponda dell’Atlantico ma dai medesimi barrios  popolari in cui trascorreva gran parte della propria esistenza. Tra questi ricordiamo Isabelino Gradín e Juan Delgado le cui doti funamboliche e atletiche venivano esaltate dalla tecnica e dal genio tattico dell’oriundo italiano José Antonio Piendibene, detto El maestro . I due furono le prime  perle nere  della storia del calcio, inoltre Gradín incarnò la versione creola dello sportman  anglosassone, ottenne successi nella velocità prolungata, e diventò campione continentale nel 1919 e nel 1920, sui 200 e sui 400 metri, specialità in cui detenne anche il record sudamericano.  Si può parlare di record solo se si utilizzano adeguati strumenti di misurazione, è questo uno dei numerosi aspetti che legano il fenomeno sportivo ai processi di modernizzazione della società come ha sottolineato R. D. Mandell: Questo talismano dello sport moderno probabilmente ha le sue srcini in svariate condizioni  preesistenti, che sono state individuate da molti storici nel tentativo di stabilire quali fattori  particolari dell’esperienza inglese abbiano portato alla fase di “decollo” dell’industrializzazione in quella nazione. I primati sportivi presuppongono una valutazione del risultato misurabile e, necessariamente, una misurazione precisa del tempo e dello spazio – indicando così ulteriori novità che si manifestarono per prime nel modo più vivido in Inghilterra. 15  Abbiamo visto la duplice importanza, nella nascita e nella diffusione dello sport, dello sviluppo della rete ferroviaria, sia per quanto riguarda le associazioni sportive aziendali sia per la relativa facilità di spostamento tra una città e l’altra, ricordiamo ancora come l’assiduità dei rapporti sportivi tra i club di Buenos Aires e Montevideo sia stata facilitata dalla posa del primo cavo telefonico subacqueo al mondo, che dal primo novembre del 1889 collega le due capitali. Non è certo un caso se tra le opere di Juan Parra del Riego, il più noto esponente del futurismo sudamericano, troviamo oltre a poesie dedicate alla motocicletta ed alla città meccanizzata, gli  Himnos del cielo y de los ferrocarriles  e un Polirritmo al jugador de fútbol  dedicato proprio a Isabelino Gradín. La progressiva sostituzione della navigazione fluviale con il trasporto su ferro, comportava non solo notevoli ricadute in campo economico e sociale, ad esempio l’introduzione di esperienze e tecnologia inglese a scapito di quelle americane, ma anche non meno importanti mutamenti sul piano delle mentalità. Come in Europa la locomotiva è simbolo di progresso, le stazioni diventano punto di riferimento per il territorio circostante e, soprattutto, compaiono con connotazione positiva concetti nuovi o sino ad allora quasi ignorati:  In un mondo troppo attaccato alle vecchie usanze, poco attivo, dove la puntualità e il rispetto dei termini assegnati non era d’importanza decisiva, la ferrovia introdusse un ritmo nuovo. Il lavoro delle ferrovie era organizzato all’europea, il tempo era un fattore economico da tenere in conto, l’efficienza dell’impresa era proporzionale alla sua buona organizzazione e alla selezione del suo  personale. Per tutti questi elementi, è ancora proverbiale in molte località l’espressione “puntualità all’inglese” e l’esempio della ferrovia è spesso adoperato come immagine di buon  funzionamento di un’impresa . 16  Non va dimenticato nelle relazioni tra sport e modernità come il sorgere di federazioni e la codificazione di regolamenti siano l’aspetto, sul versante del loisir  , dell’esigenza di uniformità e certezza del diritto e di istituzioni garanti delle stesse, anche sotto questo aspetto non si può non riconoscere che lo sport non solo facilitò, ma in realtà favorì l’adattamento mentale di tutta la popolazione alle esigenze del mondo moderno. 17   Il giovane movimento sportivo è stato quindi non solo parte ma anche agente del mutamento di atteggiamenti mentali che, permeando le popolazioni urbane, ha contribuito al formarsi dei blocchi elettorali a sostegno delle esperienze di modernizzazione e democratizzazione dei due paesi portate avanti da José Battle y Ordoñez, come abbiamo già visto, in Uruguay e dall’ Union Civica  Radical  in Argentina 18 . La storia della nascita e degli anni pionieristici del calcio argentino 19 , per le dimensioni del fenomeno, in senso sia geografico sia sociale, ben più ampie di quelle assunte dal rugby, può essere
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