«Se fossi papa proibirei tutti i giornali». La stampa di Pio X

Description
«Se fossi papa proibirei tutti i giornali». La stampa di Pio X

Please download to get full document.

View again

of 14
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information
Category:

Industry

Publish on:

Views: 7 | Pages: 14

Extension: PDF | Download: 0

Share
Tags
Transcript
  13  A󰁬󰁥󰁪󰁡󰁮󰁤󰁲󰁯 M󰁡󰁲􀁩󰁯 D􀁩󰁥󰁧󰁵󰁥󰁺 «Se fossi papa proibirei tutti i giornali». La stampa di Pio X  «Oh quanto bene la pensava dieci o dodici anni fa il patriarca di Vene-zia, che stomacato per le lotte fra i giornali ripeteva sovente (ed io lo ricordo): “Se fossi papa proibirei tutti i giornali”, unico mezzo per non perder tempo, per non sciupare denari e per vivere in pace». Con questa battuta ironica, il 27 febbraio 1911 papa Sarto sfogava la sua amarezza con il vescovo di Treviso Longhin, nel pieno delle pole-miche tra il giornale “La Riscossa” di Breganze e l’arcidiocesi di Mila-no 1 . Ovviamente, divenuto papa, il patriarca Sarto, contrariamente ai suoi desideri, ha dovuto fare subito i conti con la stampa, come del re-sto aveva fatto nel corso del suo servizio ecclesiale precedente. Come e con quali risultati è quanto questo contributo intende illustrare, passan-do in rassegna le carte private del pontefice, conservate nel suo Archivio particolare, e le testimonianze raccolte per il suo processo di beatifica-zione 2 . 1.  A.M. D􀁩󰁥󰁧󰁵󰁥󰁺, S. P󰁡󰁧󰁡󰁮󰁯, Le carte del «sacro tavolo». Aspetti del pontificato di Pio X dai docu-menti del suo archivio privato  (Collectanea Archivi Vaticani, 60), II, Città del Vaticano 2006, p. 351. 2.  Cfr. A.M. D􀁩󰁥󰁧󰁵󰁥󰁺, L’Archivio particolare di Pio X. Cenni storici e inventario  (Collectanea  Archivi Vaticani, 51), Città del Vaticano 2003; S󰁡󰁣󰁲󰁡 R􀁩󰁴󰁵󰁵󰁭 C󰁯󰁮󰁧󰁲󰁥󰁧󰁡󰁴􀁩󰁯, Romana beatifi-cationis et canonizationis servi Dei Pii Papae X. Positio super virtutibus,  [Romae] 1949 (d’ora in poi Positio ); S󰁡󰁣󰁲󰁡 R􀁩󰁴󰁵󰁵󰁭 C󰁯󰁮󰁧󰁲󰁥󰁧󰁡󰁴􀁩󰁯, Disquisitio circa quasdam obiectiones modum agendi servi Dei respicientes in modernismi debellatione una cum Summario additionali ex officio compi-lato,  [Romae] 1950 (d’ora in poi Disquisitio ).  LA RIFORMA DELLA CHIESA NELLE RIVISTE RELIGIOSE DI INIZIO NOVECENTO 14 1. La stampa nella vita di Giuseppe Sarto Cancelliere di Treviso La prima testimonianza di un coinvolgimento diretto del giovane sacerdote Sarto risale al 1879, quando da più di tre anni era a Treviso come canonico, cancelliere di curia e direttore spirituale del seminario.  Alcuni documenti attestano una, sia pur breve, collaborazione al setti-manale politico-religioso trevigiano “L’Eco del Sile” (fondato nel 1878, dal 1880 divenuto quotidiano): collaborazione a quanto pare ristretta all’invio di qualche cronaca religiosa firmata con lo pseudonimo di Francesco Panmolle   e alla partecipazione saltuaria alle riunioni “di reda-zione” del periodico 3 . A quest’epoca risale poi il suo legame con “L’Osservatore Cattolico” di don Davide Albertario, di cui spesso prenderà le difese assieme a quella degli altri «valorosi scrittori». Sappiamo inoltre che fu abbonato al quindicinale “Leonardo da Vinci” e fu promotore del settimanale “Il Popolo Cattolico”, ambedue albertariani 4 .  Vescovo di Mantova  Eletto vescovo di Mantova il 16 settembre 1884, mons. Sarto prese possesso nell’aprile dell’anno successivo di una diocesi impregnata di liberalismo. Il giovane vescovo riuscì a stabilire rapporti di stima e ri-spetto con le autorità politiche locali ma dovette subire gli attacchi del-la stampa antireligiosa come il giornale “La Favilla” che lo canzonava: «Sarto, hai l’ago spuntato per rattoppare la casacca nera di Mantova» 5 , o del giornale “La Provincia” contro il quale prese posizione, anche pubblicamente, nelle sue omelie in cattedrale 6 .La sua attività era seguita con attenzione anche dai giornali anticle-ricali delle città vicine. “La Provincia” di Brescia, ad esempio, quando nel 1886 il vescovo di Mantova cercò di acquistare un antico convento 3.  Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano (d’ora in poi ASV), Carte Pio X,  b. 6, plico XIV, nn. 1589-1590. 4.  ASV, Carte Pio X,  b. 5, plico XIII, n. 1108. «Era socio dell’“Osservatore Cattolico” di Milano, in quel tempo strenuo difensore dei diritti della Chiesa» ( Positio,  p. 786, teste don Antonio Romanello). 5.   Positio,  p. 683, teste don Giuseppe Scaini. 6.   Positio,  pp. 883-884, teste mons. Anselmo Rizzi.  󰂫SE FOSSI PAPA PROIBIREI TUTTI I GIORNALI󰂻. LA STAMPA DI PIO X  15 a Castiglione delle Stiviere per istituirvi un seminario, mise in piedi una vera e propria campagna fino a riuscire ad impedire tale acquisto. Mons. Sarto dovette rassegnarsi e limitarsi a ringraziare Giorgio Montini, di-rettore del giornale cattolico “Il Cittadino” di Brescia (nonché padre del futuro Paolo VI), l’unico a difenderlo dopo essere stato «messo in piaz-za come truffatore, bugiardo e forse qualcos’altro di peggio dal caritate-vole corrispondente castiglionese della “Provincia di Brescia”» 7 .Sprovvisto di un giornale diocesano (“Il Cittadino” sarà fondato dal successore, mons. Carlo Origo, solo nel 1896), mons. Sarto continuò il suo sostegno a “L’Osservatore Cattolico” di Albertario, soprattutto in occasione del processo civile intentato da don Antonio Stoppani contro il battagliero foglio milanese. Avendo la difesa del geologo lecchese ci-tato a deporre i vescovi Bonomelli e Scalabrini, il vescovo di Mantova fu inserito nell’elenco di quelli chiamati a testimoniare a favore de “L’Osservatore”, cosa che avrebbe fatto se non gli fosse giunto «l’assolu-to divieto del Santo Padre» di presentarsi in tribunale. Confermata in appello la sentenza di condanna del quotidiano, il 21 giugno 1888 mons. Sarto chiese a Leone XIII un sussidio per scongiurare «la disgra-zia, che sarebbe funesta per la Lombardia, se mai dovesse cessare» que-sto giornale, «perseguitato dalla Massoneria e dal liberalismo», e con-dannato a pagare ingenti spese processuali e multe.Mons. Sarto, di indubbi sentimenti intransigenti, era tra gli estima-tori de “L’Osservatore Cattolico”, che «combatteva con coraggio e senza rispetti umani il liberalismo, sostenendo ad un tempo i diritti della Chiesa e della Santa Sede» ma era altrettanto convinto della necessità di indurre il focoso Albertario alla moderazione 8 . Patriarca di Venezia  Durante il suo patriarcato a Venezia, iniziato il 24 novembre 1894 dopo una lunga attesa dell’ exequatur   governativo, il card. Sarto si mo-strò maggiormente attento alla stampa. Mons. Giovanni Jeremich, che da giovane seminarista fu maestro di camera del patriarca dal 1895 al 1899, assicurava che: «Dopo le pratiche di pietà era solito leggere i gior-nali cittadini per tenersi informato degli avvenimenti. I giornali gli ve- 7.  P􀁩󰁯 X, Lettere, raccolte da Nello Vian , Padova 1958 2 , pp. 145-146 (documento segnalatomi da Davide Nordio, che qui ringrazio). 8.  Cfr. C. C󰁡󰁴󰁴󰁡󰁮󰁥󰁯,  Mons. Giuseppe Sarto e il processo Stoppani - «Osservatore Cattolico», “Nuova  Antologia” 4-6 (2006), pp. 310-320.  LA RIFORMA DELLA CHIESA NELLE RIVISTE RELIGIOSE DI INIZIO NOVECENTO 16 nivano portati dal gondoliere, essendo abbonato solo a “La Difesa” e ad altri giornali cattolici» 9 .È in questo periodo che si manifesta in modo eminente il ruolo im-portante affidato da Sarto alla stampa cattolica, in particolare al giorna-le “La Difesa”, «sia per sostenere i nostri principii, sia per opporsi agli effetti disastrosi della stampa contraria alla religione ed alla morale» 10 .Una prova di questo fu la rimozione del direttore de “La Difesa”, padre Gaetano Zocchi, sostituito dall’avv. Francesco Saccardo, quando il religioso gesuita si permise di criticare la alleanza politica con i mode-rati promossa dal patriarca per cambiare la giunta anticlericale nelle elezioni amministrative di Venezia  11 .Per sostenere questo giornale il card. Sarto si dichiarò disposto anche a «vendere la croce pettorale» 12  e di tutto riguardo saranno le sovvenzio-ni elargite a favore di quello che durante il pontificato piano sarà consi-derato come «giornale officioso» della Santa Sede, tenuto d’occhio negli articoli di fondo, nelle note e nelle corrispondenze 13 . Papa  L’ascesa sul soglio di Pietro di un «curato di campagna», come Giu-seppe Sarto amava definirsi 14 , sottopose il nuovo pontefice ad un’espo-sizione mediatica senza precedenti. Per la prima volta l’elezione di un papa fu seguita nei più minuti dettagli da un gran numero di corrispon-denti. Le sue umili srcini , inoltre, alimentarono la consueta curiosità dei giornalisti, i quali si dilettavano a ricuperare aneddoti, veri o pre-sunti, della vita passata del pontefice 15 . 9.   Positio,  p. 486, teste mons. Giovanni Jeremich. 10.  Cfr. Positio,  p. 518, teste don Carlo Menegazzi. 11.   Positio,  p. 133, teste don Giuseppe Pescini, p. 251, teste don Francesco Gasoni. In quest’oc-casione e per lo stesso motivo, il Sarto prese le distanze anche da “L’Osservatore Cattolico”, al quale inviò un «fiero telegramma» con il quale gli imponeva di smettere di occuparsi e di attac-care l’amministrazione comunale di Venezia, minacciando di proibire al suo clero la lettura di quel giornale qualora non ottemperassero ai suoi ordini (cfr. C. S󰁮􀁩󰁤󰁥󰁲, L’episcopato del cardi-nale Andrea C. Ferrari,  II: I tempi di Pio X,  Vicenza 1982, p. 122). 12.   Positio,  p. 579, teste don Luigi Chiodin. 13.  A.M. D􀁩󰁥󰁧󰁵󰁥󰁺, S. P󰁡󰁧󰁡󰁮󰁯, Le carte del «sacro tavolo»,  p. 390. 14.  Cfr. ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 18, c. 728r. 15.  Si veda la lettera con cui, dopo soli sei mesi di pontificato, il 13 febbraio 1904, papa Sarto si sfogava con il card. Callegari, suo antico superiore ed amico: «Grazie delle sue premure per la mia salute, che, la Dio mercè, non fu mai così prosperosa come adesso. La nevrastenia, la no-  󰂫SE FOSSI PAPA PROIBIREI TUTTI I GIORNALI󰂻. LA STAMPA DI PIO X  17 L’Archivio particolare conserva ad esempio diversi autografi con cui papa Sarto fa dichiarare di non essere mai stato collezionista di franco-bolli 16 , di non avere alcuna intenzione di stabilire un giardino zoologico in Vaticano 17 , di non curare «le fanfalucche dei giornali che fanno il papa anche musicista» 18 , di non avere la salute gravemente scossa «se non dal chiasso dei giornali» 19 , e via di questo passo.Così, colui che da papa avrebbe voluto proibire tutti i giornali, dovet-te abituarsi a fare i conti non solo con una stampa invadente e fantasiosa, ma anche con quella apertamente ostile, come lo fu quell’“Asino”, che lo insultava in continuazione tanto da provocare la decisione di un congres-so socialista celebrato a Roma nel 1909 di boicottare tale testata  20 . Alieno «da tutto ciò che per sua natura serve a dar pascolo al giornalismo» 21  e contrario al consiglio di «largheggiare con certi giornali per formare l’opinione pubblica» 22 , Pio X si dimostrò un lettore metodico e attento della stampa di ogni orientamento politico. I suoi segretari affer-mavano che dopo pranzo «si ritirava in camera con i giornali» 23 , e il “Giornale d’Italia”, a due giorni della morte del papa, aggiungeva che il pontefice faceva sempre comprare i principali giornali di Roma e lamen- stalgia, l’insonnia e l’avversione al cibo con tutti gli altri malanni sono invenzioni di giornalisti, che a corto di novità ne vanno inventando ogni dì, e le vendono come oro di coppella. E non propalassero tante altre fanfaluche, come quelle di nomine, di visite, di dissapori ecc. ecc.: cose tutte che farebbero ridere, se presso i troppo creduli non compromettessero!». E concludeva accennando alla frase che presta il titolo a queste note: «Oh la pensava bene quel patriarca di Venezia che ristucco e infastidito dai giornali ripeteva: “Se divento papa li proibisco tutti”» (P􀁩󰁯  X, Lettere, raccolte da Nello Vian,  Roma 1954, pp. 320-321). 16.  ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 36, cc. 12-16. 17.  ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 45, c. 64. 18.  ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 255, c. 740. 19.  ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 88, cc. 180-182. 20.  Il canonico di Trento Antonio Tait incontrò sul treno in quel periodo un certo Verga, capo dei socialisti di Arezzo, il quale gli manifestò questa decisione se “L’Asino” non avesse smesso di insultare Pio X, perché soggiunse: «Pio X è un santo e guai a chi lo tocca» ( Positio,  p. 395). 21.  Quando l’amministrazione comunale di Venezia volle far udire al papa attraverso una telefo-nata il suono delle rifuse campane di San Marco in occasione dell’inaugurazione del campanile ricostruito, Pio X fece rispondere che essendo alieno «da tutto ciò che per sua natura serve a dar pascolo al giornalismo, preferirebbe un disco fonografico ad un apparato telefonico» (ASV,  Archivio particolare Pio X,  b. 95, cc. 52-55). 22.   Positio,  p. 297, teste don Giovanni Battista Parolin. 23.   Positio,  p. 142, teste don Giuseppe Pescini, p. 461, teste padre Gerolamo Bianchi.
Related Search
Similar documents
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks